<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-24253257</id><updated>2011-04-22T03:05:21.134+02:00</updated><title type='text'>darkmartin's webjournal</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://darkmartin.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24253257/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://darkmartin.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>darkmartin</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03235094293456113137</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>1</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24253257.post-114354315952175067</id><published>2006-03-28T12:45:00.000+02:00</published><updated>2006-04-07T11:37:45.556+02:00</updated><title type='text'>Roma: da Città Eterna a Capitale del Futuro</title><content type='html'>&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Commento al convegno "Roma: da città eterna a capitale del futuro - tra nuove prospettive e vecchie paure"&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Roma da sempre si pone al centro del dibattito architettonico italiano, per via del suo indubbio valore storico, economico, politico, di complessità, stratificazione e di continue contraddizioni, e il convengo “Roma: da Città Eterna a Capitale del Futuro - tra nuove prospettive e vecchie paure”, organizzato dalla giovane associazione U:maed presso la facoltà di Scienze della Comunicazione è riuscita, grazie alla quantità e qualità degli interventi, a rendere in maniera molto significativa tutta la complessità incarnata dall’Urbe come tema di dibattito. &lt;br /&gt;Il problema dello sviluppo futuro a fronte dell’esperienza accumulata dal passato ci pone di fronte a una molteplicità di visioni propria della nostra contemporaneità, e che proprio per questo dovremmo tenere tutte in considerazione. A un problema talmente stratificato e complesso come quello rappresentato da Roma non si può rispondere con una ricetta univoca. Sicuramente è emerso il desiderio della città di emergere nel panorama internazionale non solo come polo di attrattiva storico-culturale, che porterebbe a una declassazione della città a mera attrazione turistica, e ci si pone il problema di come attuare il traghettamento verso il nuovo millennio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal punto di vista urbanistico, come evidenziato dall’ing. Umberto De Martino, che ha aperto il convegno, il problema è quello di un decentramento del residenziale a fronte di una persistente centralità dei servizi, e laddove i mezzi di comunicazione non riescono a far fronte al flusso umano che ogni giorno invade la città emerge la necessità di formare nuovi poli “alle porte della città”: i limiti sono più amministrativi che strutturali, in quanto ci si trova nelle condizioni di gestire un ambito territoriale ben più ampio del confine di intervento comunale. &lt;br /&gt;Scendendo di scala, vediamo come si tenti di superare l’immobilismo che ha caratterizzato gli ultimi anni con grandi opere, cercando una sorta di “effetto Bilbao” con grandi opere quali l’Auditorium o il MAXXI nel quartiere Flaminio, dimenticando però che l’operazione di rilancio della città spagnola si basava anche sul contesto nel quale veniva applicata, e che a parità di intervento gli effetti a Roma saranno sicuramente diversi rispetto a quelli ottenuti in una città post-industriale in declino. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A fronte di questo abbiamo il problema della valorizzazione del patrimonio esistente, spesso attuata in maniera ammiccante al marketing piuttosto che al recupero di valore storico - un atteggiamento in un certo senso da mercificazione di un patrimonio da sempre idealmente impossibile da valorizzare come quello artistico – e la necessità di un confronto con le soluzioni “moderne” date ai problemi della città, ora che la loro modernità si è esaurita sotto il peso dei decenni: l’esempio paradigmatico è quello del Corviale, che ci introduce alla seconda parte della conferenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mastodontico edificio rappresenta quello che in passato era la sperimentazione di grandi contenitori sociali, in cui l’architettura si fondeva e confrontava (per lo meno nelle intenzioni) con la sociologia, forse portandolo all’ultima fase dopo la quale abbiamo l’esplosione del contenitore e la diversificazione delle sue parti. &lt;br /&gt;Giunti al termine della soluzione del problema insediativo tramite collettivo, dopo le sperimentazioni che hanno caratterizzato il secolo scorso - vengono in mente il &lt;a href="http://data.greatbuildings.com/gbc/images/cid_1899451.jpg"&gt;Karl Marx Hof&lt;/a&gt; viennese e l'&lt;a href="http://www.concorsofotografico.it/fotografare/foto/sett02/tema5/gcm1-02-5.jpg"&gt;unità d’abitazione&lt;/a&gt;  LeCorbusieriana – giungiamo al problema di confrontarci con quella che è la realtà del nostro tempo.&lt;br /&gt;Rem Koolhaas vede nella stratificazione e nella complessità il vero valore del nostro tempo, e questo tipo di approccio è stato particolarmente evidente negli interventi che ritengo più interessanti all’interno del convegno, che forse in un certo senso si sono staccati da quello che è l’approccio classico – non a caso due sono stati fatti da persone estranee all’ambito della nostra facoltà di architettura. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prof.ssa Valeria Giordano in un ispirante intervento indica una strada da percorrere riallacciandosi al tema Nietcheano della ricerca dell’oltranza, del superamento dei propri limiti, e tramite questo zaratustriano filo conduttore, con citazioni da Baudelaire, Wittgenstein e Zimmel arriva all’indicazione delle nuove tecnologie – telecomunicazioni e cibernetica – quali mezzo per trascendere i nostri limiti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sempre il mondo dell’Informazione viene indicato come strada da percorrere e cui dare la precedenza dall’arch. Antonino Saggio, che introduce i temi della “terza ondata” di Toffler per mostrare come attualmente sia proprio la gestione e la valorizzazione delle informazioni, della loro stratificazione e delle sue interconnessioni, un valore da ricercare e da tenere presente nella progettazione e nello sviluppo. La Mixitè (unione di 5 funzioni prevalenti: creating, exchanging, living, infrastructufing, rebuilding nature) e la valorizzazione delle Idee nella progettazione architettonica e urbana sono le strade da percorrere per un progetto che rispecchi la nostra contemporaneità. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molto interessante è stato l’intervento dell’arch. Luca Ruali, che tramite un progetto pratico di abitazione per artisti sviluppata attorno alla dualità guscio (hikkomori) – azione (openspace) mostra come nel nostro contesto di frammentazione e diversificazione l’esperimento sociale del secolo scorso debba essere ridimensionato e diversificato, venendo incontro all’individualità emergente e dirompente che si afferma tramite il world wide web, spesso visto come accessibile vetrina di sé stessi oltre che mezzo di comunicazione che abbatte le barriere fisiche e concettuali. L’intervento in questo caso non deve essere a grande scala, come il Corviale o il MAXXI, ma a piccola scala, ricordando quasi i quartieri sperimentali dell’inizio del Novecento che si ponevano come tema la risposta alle esigenze – abitative – nel contesto post-bellico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A conclusione il prof. Canivacci ha portato l’esempio della necessità di transito della vecchia concesione di metropoli come città industriale – le cui paure fin dall’inizio del secolo scorso erano state interpretate da Fritz Lang – alla nuova Metropoli della Comunicazione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24253257-114354315952175067?l=darkmartin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://darkmartin.blogspot.com/feeds/114354315952175067/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24253257&amp;postID=114354315952175067' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24253257/posts/default/114354315952175067'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24253257/posts/default/114354315952175067'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://darkmartin.blogspot.com/2006/03/roma-da-citt-eterna-capitale-del.html' title='Roma: da Città Eterna a Capitale del Futuro'/><author><name>darkmartin</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03235094293456113137</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
